feb 03

Oggi ti parlerò di un argomento che rientra nella sfera del linguaggio corporeo e di conseguenza della comunicazione non verbale.

Alcuni lo chiamano “bubble” altri comportamento o configurazione spaziale, ma di fatto parliamo della stessa cosa.

Che cos’è la bubble?

Si tratta di quell’area che circonda il nostro corpo, entro la quale accogliamo le persone con le quali entriamo in relazione.

È importante fare delle precisazioni: la bubble delimita la porzione di spazio che ci separa da un certo individuo, di conseguenza questa distanza sarà maggiore per le persone con cui abbiamo meno confidenza e minore nel caso contrario.

Per fare degli esempi pratici devo chiamare in aiuto la prossemica, disciplina che studia lo spazio e le distanze nell’ambito della comunicazione.

Sono state definite quattro tipologie di distanze che variano a seconda del tipo di relazione che intercorre tra due persone:

  • Intima (cm 0-45) interazioni con il partner.
  • Personale (cm 45-120) per le relazioni tra amici.
  • Sociale (cm 120-350) per i rapporti tra conoscenti.
  • Pubblica (oltre i cm 350) per le pubbliche relazioni.

Grazie a questa conoscenza è possibile capire subito tanto cose, come ad esempio che tipo di rapporto c’è tra una persona ed un’altra.

È addirittura possibile intuire il modo in cui una persona ti considera.

Mi spiego meglio: se il tuo interlocutore mantiene una distanza elevata, è facile intuire che nella sua mappa del mondo la vostra è una relazione sociale o addirittura pubblica, perciò il tipo di linguaggio e tutta la comunicazione verranno tarati su quest’ambito (con un linguaggio e una postura più formali e rispettosi ad esempio).

D’altro canto se il tuo interlocutore (che tu conosca bene o meno) manterrà una distanza decisamente limitata è probabile che ti consideri un “amico” oppure una persona con la quale non sono necessarie troppe formalità o convenevoli.

È importante conoscere questo tipo di informazioni allo scopo di comprendere ancora meglio cosa pensa di te la persona che hai di fronte e magari carpire dell’informazioni che non sarebbero state comunicate apertamente.

È curioso notare come le distanze prossemiche siano in qualche maniera collegate ai 5 sensi dell’essere umano.

Se ci fai caso vengono utilizzati l’olfatto e il tatto per quella intima e quella personale.

La vista e l’udito, invece, sono utilizzate nella distanza sociale e quella pubblica.

Mentre finisci di leggere questo articolo e rifletti sulle distanze che tengono con te le persone che conosci, ti invito a lasciare un commento qui sotto ed esprimere il tuo parere :)

LieReader

Tags: , , , , , , , , ,

2 Responses to “Bubble: la vita in una bolla”

  1. Lares Says:

    Beh queste distanze mi sembrano un po’ eccessive per noi italiani, non ho mai visto nessuno provare a parlarmi da 3,50 metri. Immagino anche che un giapponese non abbia la stessa bubble di un americano, queste misure variano da cultura a cultura

  2. LieReader Says:

    Ciao Lares, sono assolutamente d’accordo con te, questo misure sono più che altro indicative e approssimative.
    Giustamente come dici tu variano in base alle culture, per noi italiani che siamo molto calorosi è probabile che diminuiscano (specialmente se si parla del sud italia), mentre per popoli come i giapponesi, che sono più formali, potrebbero anche aumentare

Leave a Reply

Plugin from the creators of iPhone :: More at Plulz Wordpress Plugins